Storia Dell'Isola
Rodi è conosciuta anche come “isola delle rose”: questo è infatti il significato del suo nome, e la rosa è un simbolo che ricorre moltissimo nella storia di quest’isola, essendo stato raffigurato anche sulle monete che qui venivano coniate.
La sua origine come centro abitato viene datata al neolitico, ma la sua vera storia comincia con la conquista da parte delle popolazioni dell’Attica, ovvero la Grecia continentale. Nel quindicesimo secolo avanti Cristo sorsero Lindos, Kameiros e Ialysos, ad opera dei Dori: queste tre città costituivano la Hexapolis dorica insieme ad Alicarnasso (attuale Bodrum), Cnido e Kos.
La divinità protettrice di Rodi era il dio del sole Helios che, secondo il mito, si era unito alla ninfa Roda: è stato ipotizzato che il nome dell’isola derivi in parte anche da quest’ultima figura mitologica. Dopo essersi alleata con la Lega ateniese nel quinto secolo a.C., Rodi venne conquistata prima da Mausolo di Alicarnasso, quindi dai Persiani ed infine da Alessandro Magno: alla morte di quest’ultimo, Rodi divenne un importante centro culturale e marittimo dell’egeo, grazie anche ai rapporti proficui di scambi intrattenuti con la dinastia dei Tolomei in Egitto.
Nel terzo secolo, per celebrare la vittoria sugli invasori macedoni, venne costruito il colosso di Rodi, gigantesca statua del dio Helios, che crollò circa sessant’anni dopo in seguito ad un terremoto; con l’avvento dei romani mantenne il suo ruolo di fulcro commerciale della zona.
Dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente passa di mano in mano: bizantini, Cavalieri Ospitalieri, arabi e ottomani se la contesero nel corso dei secoli. Nel 1912, dopo una lunga occupazione, venne annessa al regno d’Italia, per essere poi finalmente ceduta alla Repubblica Ellenica con il trattato di Parigi del 1947.