Il palazzo di Cnosso
Una delle caratteristiche più interessanti del palazzo di Cnosso, il complesso reale a Nord di Creta, è il fatto che fosse totalmente privo di fortificazioni e di mura difensive. Questo particolare indica che la città era effettivamente una grande potenza militare e marittima.
L’esistenza della civiltà cretese, sviluppatasi durante l’età del Bronzo, venne scoperta poco più di un secolo fa grazie all’archeologo britannico Sir Arthur Evans, che portò alla luce il palazzo di Cnosso durante il suo lungo lavoro di scavo. Questa splendida costruzione era in origine un grande aggregato di edifici, che poteva ospitare fino a ottantamila persone.
Era attraversato da una fitta rete di corridoi, con numerosi porticati e un gran numero di laboratori, depositi, magazzini e locali ad uso dell’amministrazione: secondo Evans e gli studi effettuati anche in seguito sulle rovine portate alla luce, il palazzo venne costruito nel ventesimo secolo avanti Cristo. Il palazzo era edificato su più livelli: la zona principale era il Cortile Centrale, dove si suppone che si svolgessero manifestazioni rituali che coinvolgevano dei tori (generalmente prove di abilità e volteggi, al termine dei quali gli animali venivano forse sacrificati).
A poca distanza si trovava la Sala del Trono, mentre nella parte orientale del palazzo c’erano gli appartamenti reali, la Grande Scalinata e la Sala della Regina. Come si può vedere dai resti del palazzo che sono giunti fino a noi in buone condizioni, le mura degli edifici che costituivano il palazzo di Cnosso erano completamente affrescate: sono raffigurate persone poste di profilo, alla moda egizia, e questo è dovuto alle numerose influenze che le due popolazioni avevano l’una sull’altra grazie ai frequenti scambi commerciali.
Dalle illustrazioni delle pareti sembrerebbe inoltre che la civiltà minoica fosse prevalentemente non militarizzata e che le donne ricoprissero un ruolo fondamentale, tanto da ipotizzare una civiltà di tipo matriarcale.
