I palazzi minoici


La civiltà minoica non apparteneva alle popolazioni indoeuropee che dettero vita alla Grecia classica della terraferma, che in seguito si diffuse e uniformò in tutti i territori: i suoi uomini e le sue donne venivano dall’Anatolia, una regione dell’Asia Minore nella Turchia asiatica, e non parlavano affatto la lingua greca. Invasero Creta senza intenti bellici, e si fusero con le genti che già abitavano quella terra, dando vita ad una civiltà ricchissima di tradizioni e cultura.

Una delle testimonianze più interessanti di questa popolazione ci è stata tramandata dai palazzi minoici, grazie ai resti dei quali abbiamo potuto ammirare l’antica architettura cretese. Sull’isola vennero costruiti molti palazzi: il più famoso è senza dubbio quello di Cnosso, costruito e ricostruito tre volte, ma sono ancora visibili i resti del palazzo di Festo, nella parte meridionale dell’isola, nonché quelli di Malia, Haghia Triada e Gurnia.

Le caratteristiche comuni a tutti questi palazzi sono il fatto di essere stati costruiti all’interno delle città, esattamente nella parte centrale; inoltre non sono mai stati ritrovati resti o segni di fortificazioni, poiché il mare fungeva da barriera naturale ai possibili nemici (che tra l’altro erano molto meno organizzati e sviluppati della civiltà minoica).

Il fatto che poi fossero molto estesi e contenessero diverse stanze è una dimostrazione del fatto che, come le vicine popolazioni del Medio Oriente, anche i cretesi conservavano in appositi magazzini le eccedenze alimentari, che venivano stivate ed erano accessibili a tutta la comunità. Altra peculiarità di questi magnifici edifici è il fatto che non fossero veri e propri palazzi, ma enormi corti con porticati e numerose stanze annesse: si trattava di locali completamente affrescati, poiché sono state rinvenute molte tracce di pigmenti colorati e marmi policromi alle pareti.

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